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Pescherecci (la Cala), 1956
tecnica mista su carta, cm 61x67

| Alfonso Amorelli
| Nato a Sambuca Zabut (Ag) nel 1898,
| muore a Palermo nel 1969


Alfonso Amorelli compie i suoi studi artistici all' Accademia di BB.AA. di Palermo ('23), suoi maestri sono Di Giovanni, Marchesi, Basile, De Maria Bergler. Dopo la prima guerra mondiale, che lo vede impegnato al fronte a Trieste, si trasferisce in Toscana, dove rimane per tre anni, ospite dello scultore Trentacoste, per poi tornare a Palermo ('30), presso la suddetta Accademia, stavolta come insegnante di pittura. Sposa nel 1934 Herta Schaeffer e sempre nello stesso anno è pubblicata la sua prima monografia.
Ha ordinato numerose mostre personali e partecipato a moltissime rassegne nazionali e internazionali tra le quali è stato invitato alle Biennali di Venezia negli anni '30,'32,'36,'40,'42 e alle Quadriennali di Roma nel '31,'35,'39,'43 e '51. Dal 1952 lavora per l' INDA di Siracusa come scenografo e grafico e nel 1957 esce una nuova monografia, edita da Zangara. Dal 1954 al 1967 presso I' ISA di Palermo insegna Disegno e Pittura. Nel 1970, a cura della nipote, viene pubblicato il suo diario per immagini "Il Tempo vola".

L’opera “Pescherecci” del 1956 rappresenta una suggestiva veduta del porticciolo della Cala, dove i pescatori palermitani ricoverano le barche.  Il dinamismo generato dalle diverse persone in atteggiamento di lavoro, lasciano presagire i preparativi per l’uscita in mare o il rientro da una battuta di pesca. La rappresentazione di scorci di città era per Amorelli un atto di fede ai soggetti da lui prescelti per i suoi dipinti. Ingiustamente e precocemente dimenticato, Amorelli è tra gli Artisti  più rappresentativi del panorama artistico nazionale, come testimoniano le numerose presenze alle Biennali di Venezia e alle Quadriennali di Roma. (Ezio Pagano)























































 
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