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collezione permanente

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La maschera e l'Ibisco, 2002
tecnica mista su carta, cm 46x35,5



“Periferia”, 1962
Olio su tela, cm 70 x 85

| Piero Guccione
| Nato nel 1935 a Scicli (Rg) dove vive e lavora


Dal 1961 al 1964 aderisce al gruppo "Il Pro e il Contro"; nella seconda metà degli anni '60 partecipa alle esperienze della Nuova figurazione, che rifacendosi al realismo esistenziale, afferma una linea di continuità con la tradizione figurativa. La pittura e la grafica appaiono come liriche ricerche ottico-percettive, in cui i toni morbidi nascono da una texture cromaticamente ed emozionalmente composita.

La forza del Mito affiora in quest'opera "La maschera e l'Ibisco", dell'artista di Scicli, per dar vita ad un racconto che affonda le sue radici nel senso della storia e si protende fino al presente. Una figurazione densa di simboli, colta, che annulla la dimensione temporale e fa della pittura il suo libro supremo.


Nel dipinto “Periferia” del 1962 l’artista ci propone una veduta della periferia romana, elemento che caratterizza il suo ciclo di opere legato al Gruppo “Il Pro e il Contro”. Vengono così messe in luce non solo il degrado ma anche le condizioni atmosferiche di una Roma assai luminosa, con l’intenzione di lasciare ai posteri un’istantanea della situazione. Il dipinto vede ai lati della composizione due mostri, ovvero due scheletri di palazzi che si trasformano nell’emblema del degrado contemporaneo, restituendo allo spettatore occasionale una visione spettrale. L’opera riesce a veicolare l’azione devastante causata dall’incuria dell’uomo, a rappresentare quel mostro fagocitante che fin dal titolo viene annunciato come centro della rappresentazione pittorica. (Ezio Pagano)























































 
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